Gli investitori cinesi tornano alla tradizione
Tra profitto e status symbol, si specula sulle noci


	
  Complici i peggiori valori in borsa degli ultimi 3 anni, cattive esperienze e pochi profitti, in Cina cresce la sfiducia verso il sistema finanziario e ci si rivolge a mercati alternativi, radicati nella cultura e a beni che valgono come status symbol
Una noce appena colta in una piantagione di Laishui, nello Hebei
 

Complici i peggiori valori in borsa degli ultimi 3 anni, cattive esperienze e pochi profitti, in Cina cresce la sfiducia verso il sistema finanziario e ci si rivolge a mercati alternativi, radicati nella cultura e a beni che valgono come status symbol

di Valeria Gazzoni

Pechino, 29 agosto 2012 - Se una volta si credeva che il buon vecchio "mattone" fosse la forma più sicura di investimento, ora bisogna ricredersi. Ne sanno qualcosa gli investitori cinesi, che hanno optato per un settore speculativo nuovo e antico allo stesso tempo: le noci. Frustrati dai cattivi risultati dei loro giochi in borsa o dei bassi ricavi ottenuti dalla compravendita di immobili, sono sempre più coloro che ampliano il proprio portafoglio azionario tramite il mercato dei cosiddetti "giocattoli culturali".

Nella cultura cinese, le noci sono riconosciute per essere state per secoli un passatempo da imperatori, apprezzate ancor di più se antiche, molto grandi o di forma particolare. La medicina tradizionale cinese prevede anche una "terapia delle noci". Si ritiene, infatti, che far roteare un paio di noci all'interno del palmo di una mano aiuti a rendere fluida la circolazione sanguigna. Secondo antiche credenze, le noci avrebbero assorbito parte del sangue della persona, purificandolo, ma anche trattenendo in sè alcune caratteristiche del loro proprietario. Una nota utile per i collezionisti, disposti a pagare bene per un paio di noci ben levigate dalle mani di qualche personaggio storico.

Kou Baojun, un appassionato intervistato da Reuters a Pechino, descrivendo un paio di noci centenarie, parte della sua collezione personale, ha commentato "Sono diventate ancor più preziose con gli anni. Giocare con questo tipo di noci non è una cosa che tutti possono permettersi". L'interesse di collezionisti come Kou rende proficuo il business dei mercanti del settore, come Hu Zhenyuan. "Gli investimenti in noci sono in crescita anno dopo anno. Un paio di noci che 10 anni fa valeva 350 yuan (43 euro) ora può essere venduto per 3500 o anche 20mila o 30mila yuan".

Una forma di investimento che combina il profitto con l'immagine, le noci sono il perfetto status symbol per i nuovi ricchi cinesi, probabilmente in abbinamento con lo shopping tra i migliori marchi del lusso occidentale. In una mania collettiva che ha raggiunto il suo picco commerciale nel 2010, un paio di noci sono state vendute su un popolare sito specializzato per oltre 31mila dollari. Ma le noci non sono l'unico retaggio della cultura di epoca dinastica ad aver vinto il cuore degli investitori cinesi del 21 secolo. A tenere banco nel 2006 è stato il tè pu'er (普洱茶), una particolare varietà di tè in foglia fermentato originario della provincia dello Yunnan, ancora oggi venduto a carissimi prezzi nei negozi dedicati. Nel 2009 la frenesia dell'investimento ha colpito l'aglio, facendo raggiungere costi vertiginosi a questo elemento base della cucina cinese, mentre più di recente è tornato di moda l'arredamento in mogano in stile imperiale.

 


 Mark Williams, esperto della Capital Economics di Londra, spiega questo fenomeno con la scarsità di valide opzioni per gli investitori cinesi. "Nel mercato immobiliare circolano preoccupazioni sui prezzi. Il mercato azionario è inproduttivo da anni. I depositi bancari non offrono rendimenti. Tutto questo rinforza l'attività speculativa." Le autorità cinesi stanno cercando di dirigere nuovamente questi capitali a disposizione verso le borse di Shanghai e Hong Kong mediante provvedimenti contro insider trading e frodi, abbassando le commissioni sulle transazioni azionarie e spingendo affinché le aziende paghino dividendi più alti ai soci. Ma contro di loro si stagliano i valori degli indici borsistici ai minimi degli ultimi tre anni combinati con la sfiducia dei cinesi verso il sistema finanziario e i suoi esponenti che nasce da anni di cattive esperienze e investimenti in perdita.

[email protected], Twitter: @ValeriaGazzoni

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