Il Mandarino sarà il cattivo di Iron Man 3
Torna il “Pericolo giallo”? Tranne in casa Bonelli


	
L'antagonista di Tony Stark nel prossimo episodio della saga Marvel dovrebbe essere l'arcicriminale cinese ispirato al dottor Fu Manchu, ma il regista ha qualche perplessità. Perché oggi il terrore dal Dragone sembra non essere più di moda. Come testimonia una nuova serie di albi della scuderia di Tex e Dylan Dog firmata da Gianfranco Manfredi
Il Mandarino, acerrimo nemico di Iron Man


L'antagonista di Tony Stark nel prossimo episodio della saga Marvel dovrebbe essere l'arcicriminale cinese ispirato al dottor Fu Manchu, ma il regista ha qualche perplessità. Perché oggi il terrore dal Dragone sembra non essere più di moda. Come testimonia una nuova serie di albi della scuderia di Tex e Dylan Dog firmata da Gianfranco Manfredi



di Luca Zorloni (左 露珂)

Milano, 19 maggio 2012 –Sir promosso a Mandarino, Ben Kingsley potrebbe vestire i panni dell’arcinemico cinese di Tony Stark in Iron Man 3, film girato e coprodotto dai colossi del cinema del Dragone. Dello stuolo di cattivi con la C maiuscola nati dalle chine di Stan Lee, the Mandarin ha firmato alcune delle peggiori nefandezze. Mente malvagia cresciuta a pane e scienza orientale, dotato di dieci anelli magici l’uno più periglioso dell’altro, il notabile cinese fa la sua prima apparizione nel 1964 nell’albo A tale of suspence ("Una storia di suspence", ndr) a capo di un impero, con tanto di castello, che da 48 anni a questa parte mira a espandere sull’orbe terracqueo. E anche sugli altri mondi. Il Mandarino è l'ultimo di una fortunata dinastia di cattivi "made in China": nei libri di storia ricorrono i Ming, gli Han, i Qin, negli albi le varie reincarnazioni di Fu Manchu, Ming il crudele, Egg Fu fino al perfido antagonista di Iron Man.

Il "terrore giallo" è d’altronde un filone che ha riscosso successo tra gli autori delle strip. Il prode (super)eroe fronteggia un nemico che alimenta i propri poteri alle fonti dell'antica sapienza orientale, come ha raccontato la ricercatrice Annalisa Di Liddo a Wow Spazio Fumetto in un incontro organizzato con l'Istituto Confucio dell'Università Statale di Milano e con la partecipazione di Gianfranco Manfredi, autore per gli albi Bonelli, uscito da poco con una nuova serie tutta cinese, Shanghai Devil, che spariglia le carte. Ma facciamo un passo indietro. In principio Fu Manchu. L’ombra malefica del mago-dottore si allungava nei romanzi gialli dell’inglese Arthur Henry Sarsfield Ward, nom de plume Max Rohmer, dal 1913, ma i delitti del criminale asiatico hanno presto sconfinato dalle pagine del libro per conquistarsi un ruolo di primo piano al cinema e nei fumetti. Fu Manchu è l’icona del genio del male: figura sottile come un’ombra, vestito da antico imperatore, ha un paio di baffi infiniti, artigli per ghermire la preda e occhi stretti da tessitore di intrighi. Le copertine dei fumetti lo ritraggono in trono, circondato da alambicchi, intento a sfogliare tomi ingialliti con i segreti degli antichi maestri.



È piaciuto così tanto che in un secolo di vita, nonostante abbia cambiato nome – ha ispirato Ming il crudele di Flash Gordon – e forma – ha i suoi stessi baffi il malefico Egg Fu, gigantesco uomo magico nemico di Wonder Woman – il dottore del Dragone non ha perso lo smalto di super cattivo e la Marvel, che negli anni Settanta ne ha acquisito i diritti, a lui si è ispirata per disegnare l’Artiglio Giallo e il terribile Mandarino, di cui si attende la ventilata interpretazione firmata da Ben Kingsley. Quando gli autori dei fumetti hanno voluto concedergli una vacanza dal direttorio del Male, Fu Manchu è stato egregiamente sostituito dalla figlia Fa Ho Suee. Al contrario il primogenito, Shang Chi, gli ha dato non pochi grattacapi: pecora nera della famiglia, il giovane maestro di kung fu è passato dalla parte della legge e ha usato la sua abilità nelle arti marziali per sventare non solo i piani criminali del padre, ma anche quelli di un esercito di gang mafiose. A spalleggiarlo – ma una serie tutta sua – un Bruce Lee in versione comics assoldato dal papà dell’Uomo Ragno.



Alla galleria di villains del "Pericolo giallo" oggi Bonelli risponde con Shanghai Devil, scritto dal decano delle nuvolette Gianfranco Manfredi, già sceneggiatore di Dylan Dog, Tex e Nick Raider. Fantasia, superpoteri e geni del male vanno in soffitta in questo albo ambientato nella Perla d’Oriente anno Domini 1897, all’epoca in cui al porto cinese attraccano le navi del colonialismo muscolare europeo. Da una di queste sbarca Ugo Pastore, figlio di un funzionario commerciale, che combatte i soprusi degli occidentali dietro la maschera d’argento di Volto Nascosto. Il copione si ribalta, ad essere in pericolo non è più New York ma Shanghai e la minaccia da sventare è un club di inglesi dai loschi traffici. Manfredi ha scelto un capitolo di storia negletto dalla stessa Cina, l’epoca dell’imperatrice vedova Cixi e della ribellione dei boxer, e seguendo le tracce di Volto Nascosto sfata il mito del Dragone esotico e misterioso.

La Cina, come si suol dire, è più vicina persino nei fumetti, dove gli stereopiti sul mondo al di là della Grande Muraglia sono smontati uno a uno.  Siamo nel 1897, ma è un problema del 2012. E infatti la patata bollente è arrivata dritta dritta nelle mani del nuovo regista di Iron Man 3, Shane Black, che ha lasciato trapelare le sue perplessità riguardo alla scrittura del Mandarino come arcinemico del terzo capitolo della saga con Robert Downey Junior e Gwyneth Paltrow. Fu Manchu e dinastia potrebbero non essere più al passo con un blockbuster che punta sbancare i botteghini del Paese di Mezzo, dove per l’appunto viene prodotto. La poltrona di Kingsley traballa mentre gli sceneggiatori di Hollywood vergano il copione. Che il sir debba rinunciare al titolo di mandarino?

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