Un filtro made in Brescia per difendersi dallo smog di Pechino: l’idea di tre fratelli
Sanispira è il brevetto della famiglia Rizzini che sarà distribuito agli agenti della polizia della capitale cinese per sopportare la cappa di smog soffocante in città. Il prodotto ha già conquistato Europa e Canada
Sanispira è il brevetto della famiglia Rizzini che sarà distribuito agli agenti della polizia della capitale cinese per sopportare la cappa di smog soffocante in città. Il prodotto ha già conquistato Europa e Canada
di Luca Zorloni (左露珂)
Brescia, 29 marzo 2013 - Entro l'anno i poliziotti di Pechino avranno in dotazione un’arma «made in Italy» per affrontare uno dei nemici più temibili della capitale cinese, l’inquinamento. Per intenderci si tratta di una cappa di smog talmente soffocante da spingere, nei primi giorni di gennaio, la municipalità della metropoli a vietare ai cittadini di uscire di casa. La tecnologia per affrontarla è nata cinque anni fa nel Bresciano, a Rodegno Saiano, da un’idea dei fratelli Rizzini, trentenni, fondatori della Hsd Europe: si tratta di Sanispira, un filtro nasale usa e getta che trattiene fino all’82% delle polveri sottili. Pm10, Pm2,5 e Pm1.0, le schifezze che galleggiano nell’aria sono intrappolate dal biogel contenuto nel brevetto bresciano.
Cinque anni fa i tre fratelli hanno convertito le loro conoscenze di ingegneria meccanica nel settore biomedico, guardando a quella fetta di popolazione, in costante aumento, che soffre di allergie. Oggi Sanispira si produce in milioni di pezzi, in uno stabilimento altamente automatizzato che impiega sette persone. Gianpietro Rizzini, ad di Hsd, spiega: «Esportiamo in tutta Europa e in Canada, entro la fine dell’anno vorremmo raggiungere i cinque continenti».
I tre fratelli, tramite l’ambasciata italiana, si sono già proposti ai cinesi. Alla municipalità di Pechino Hsd fornirà inizialmente 120mila filtri nasali, che saranno distribuiti tra agenzia di polizia, operatori ecologici, dipendenti pubblici e conducenti dei mezzi di trasporto. Se la sperimentazione avrà esito positivo e il mercato cinese crescerà, «pensiamo di stabilire un impianto produttivo in loco», aggiunge Rizzini. Il 25 aprile la società bresciana firmerà con le autorità orientali il protocollo per procedere con la prima fornitura. Dopo moda e cibo, l’Italia conquista il Dragone con la tecnologia.