Cloro nella Coca-Cola: la bibita
sorvegliato speciale in Cina


	
  L'ultimo incidente legato alla contaminazione di bevande in Cina coinvolge la più grande delle multinazionali dei soft drinks. Coca Cola è sotto accusa per irregolarità nella produzione di bevande nello stabilimento di Taiyuan in seguito a infiltrazioni di cloro nell'acqua potabile utilizzata per la produzione.  
L’ingresso principale allo stabilimento Coca Cola di Taiyuan, nello Shanxi

 


L'ultimo incidente legato alla contaminazione di bevande in Cina coinvolge la più grande delle multinazionali dei soft drinks. Coca Cola è sotto accusa per irregolarità nella produzione di bevande nello stabilimento di Taiyuan in seguito a infiltrazioni di cloro nell'acqua potabile utilizzata per la produzione.  

di Valeria Gazzoni

Taiyuan, 30 aprile 2012 - Dopo settimane di indiscrezioni e smentite, la Coca Cola Shanxi Beverages Co. è stata costretta dalle autorità locali a interrompere la produzione dopo aver ammesso che alcune partite sono state contaminate da cloro durante una procedura di manutenzione delle tubature nel febbraio di quest'anno.  La vicenda inizia il 17 aprile, quando un lavoratore dell'impianto di imbottigliamento di Taiyuan si rivolge alla radio nazionale cinese per rilasciare in anonimato una dicharazione choc: l'8 febbraio grandi quantità di cloro si sarebbero riversate all'interno dell'acqua potabile utilizzata per la produzione. Subito i portavoce aziendali si affrettano a negare qualsiasi incidente e sostengono la completa falsità delle dichiarazioni della presunta talpa.

Nonostante la smentita ufficiale da parte della sede locale della compagnia americana, nella giornata seguente le autorità svolgono alcune indagini nell'impianto. In questa sede, gli esperti dell'Istituto per il controllo della sicurezza e della qualità del cibo della regione dello Shanxi affermano di aver riscontrato nella partita incriminata un livello di cloro addirittura inferiore a quello della normale acqua potabile, dicharando le bottigliette sicure al cento per cento ed autorizzandone la distribuzione.

Sabato 28 aprile però, ben 10 giorni dopo la messa sul mercato della partita incriminata, un comunicato della multinazionale di Atlanta ammette che alcuni dei suoi prodotti hanno effettivamente subito una contaminazione da cloro a causa di procedure di manutenzione. La sostanza è penetrata nell'acqua potabile a causa di un malfunzionamento delle nuove tubature. Solo allora l'ufficio provinciale competente ha ordinato all'azienda di fermare la produzione per permettere ai tecnici di compiere controlli più approfonditi, dai quali sono emerse ulteriori irregolarità dell'impianto produttivo. Su Yan, portavoce dell'azienda, scusandosi per l'accaduto, ha dichiarato che la compagnia effettuerà controlli su tutta la merce ancora presente a magazzino e che prenderà al più presto le misure necessarie per poter riprendere la produzione.

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