Il Giorno e la Notte, così non li avete mai visti
In Cina i cloni delle statue di Michelangelo


	
  Ventiquattro copie delle statue realizzate per le tombe medicee in San Lorenzo saranno esposte in un tour museale ai quattro angoli del Paese di Mezzo. Dietro la riproduzione miracolosa un artigiano di Pietrasanta: la fonderia Del Chiaro
La Notte di Michelangelo rifatta in bronzo dalla fonderia Del Chiaro (photo@giacomodonati.it)
 

Ventiquattro copie delle statue realizzate per le tombe medicee in San Lorenzo saranno esposte in un tour museale ai quattro angoli del Paese di Mezzo. Dietro la riproduzione miracolosa un artigiano di Pietrasanta: la fonderia Del Chiaro



di Luca Zorloni (左 露珂)

Pietrasanta, 28 febbraio 2012 – In principio fu Marco Polo a tracciare la rotta verso la Cina. Lo seguì poi Matteo Ricci, li imitò Giuseppe Castiglione. Oggi per strada si mette anche Michelangelo. Non con una carovana di spezie, ma con un tour dai grandi numeri, come quelli delle pop star. Sei cloni bronzei della Notte, del Giorno, del Crepuscolo e dell’Aurora, i colossi in marmo che il genio del Rinascimento realizzò per le tombe dei Medici nella Sagrestia nuova di San Lorenzo a Firenze, saranno protagonisti di un ciclo di mostre al di qua della Grande Muraglia grazie alle sapienti mani di un artigiano del Belpaese. L’evento si intitola – e non potrebbe essere altrimenti, visto che è la prima volta – “Michelangelo viene in Cina”: le menti sono l’Istituto di Cultura del consolato italiano a Shanghai e il museo del gruppo tessile Heng Yuanxiang, le braccia l’Accademia di belle Arti Pietro Vannucci di Perugia e la fonderia Massimo Del Chiaro di Pietrasanta.

Quest’ultima in particolare ha realizzato il miracolo: trasformare i quattro capolavori di marmo, scolpiti dal maestro toscano tra il 1524 e il ’31 per le tombe di Giuliano de’ Medici, duca di Nemours, e Lorenzo duca d’Urbino, in ventiquattro perfette riproduzioni in bronzo. Segni del tempo compresi. Tutto a mano, come vuole la tradizione della fusione a cera persa, ma con le scadenze di una catena di montaggio. In meno di un anno gli artigiani di Pietrasanta stanno completando la commessa che farà confrontare per la prima volta i cinesi faccia a faccia con il genio creativo di Michelangelo.

 



Perché copie dei capolavori dell’artista rinascimentale potessero varcare i confini italiani, secondo le leggi internazionali andava soddisfatta una condizione, e cioè che i pezzi fossero realizzati con materiali diversi dall’originale. Così nella gita michelangiolesca in casa del Dragone si rivela strategica l’Accademia perugina, che vanta una gipsoteca inestimabile. Tra i gessi ci sono i calchi con cui Vincenzo Danti, scultore di origine umbra, copiò nel 1573 la Notte, il Giorno, l’Aurora e il Crepuscolo e che l’istituto ha subito messo a disposizione al Consolato di Shanghai. Ma a chi affidare la fusione di ventiquattro statue partendo da un negativo di cinquecento anni fa? Si candidano vari artigiani, vincono nel maggio dello scorso anno i Del Chiaro (l’anima, papà Massimo, coadiuvato dai figli Roberto, Franco e Barbara).

E non è un caso. Dallo stabilimento di Pietrasanta sono passati nomi illustri dell’arte contemporanea – tra cui Fernando Botero, Willem De Kooning, Giacomo Manzù, Mimmo Paladino – ma anche molti giovani alle prime opere. E Massimo Del Chiaro, in fonderia dal 1949, è sua volta un “talento” del settore: ha saputo ammodernare una tecnica millenaria come quella a cera persa, studiando nuove mescole refrattarie, rendendo più efficaci i canali di scolo (che servono per realizzare il calco) e migliorando la lega di bronzo. Ma un conto è lavorare su opere originali, altro è fare una copia da un modello ultracentenario. La copia del gruppo michelangiolesco è una sfida che ha tenuto con il fiato sospeso i trenta dipendenti della Del Chiaro dall’arrivo dei primi calchi (nel giugno scorso) alla consegna delle prime copie, avvenuta in anticipo sui due mesi a disposizione, fino all’ok degli sponsor della mostra.

 



“Quando la delegazione cinese ha approvato i nostri lavori e si è complimentata con noi - spiega Franco Del Chiaro – abbiamo capito che era fatta. Ci hanno addirittura chiesto di mantenere le imperfezioni dovute al lento deteriorarsi del calco, a garanzia di autenticità”. Da giugno a oggi dai forni dell’azienda in provincia di Lucca sono uscite le restanti copie delle statue, fuse in pezzi e poi assemblate e rifinite. Un lavoro di precisione che richiede ore, considerate anche le dimensioni imponenti delle opere. E come vuole la tradizione del “Made in Italy”, un occhio va anche al "vestito". “La bellezza della statua va esaltata dalla cromia della lega in bronzo. Le prime sono state colorate con acidi blandi marroni, ispirati alle terrecotte della scultura cinese, come l’esercito di Xi’an – spiega Del Chiaro – mentre la seconda infornata avrà un colore verde intenso”. Ultimi ritocchi, poi anche il quartetto finale è pronto per completare l’esercito di ventiquattro cloni con cui Michelangelo conquisterà la Cina. E già si pensa a un sequel: Canova.

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